LOSMANDY G11
(pagina realizzata nel 1999 e nel 2000)
 
 
La G11 è una buona montatura, solida e con un ottimo treppiede. E' facilmente trasportabile e la parte più pesante è ovviamente la montatura vera e propria, mentre molto meno pesano la mezza colonna e ciascuna gamba. Ovviamente ci sono anche i contrappesi: in dotazione ce n' è uno da 10 kg circa che però non è sufficiente a bilanciare il C14; sempre grazie a Fabio Moschini adesso ne ho altri due da poco più di 6 e 7 kg. Il peso dei ... contrappesi non è poco! Se li si portano in giro già così montati diventano il pezzo più pesante da sollevare, più del tubo ottico.
Il pannello di controllo ha la selezione delle velocità da 0,3 a 16/32x, il recupero del backlash programmabile, le quattro velocità di inseguimento (siderale, king che tiene conto della rifrazione atmosferica, lunare ed infine solare), la correzione del Pec, il dim per regolare l' intensità della luce del pannello, le prese per i motori Dec e A.R., la presa per la pulsantiera o per il CCD autoguida ed infine, oltre all' interruttore di accensione, l' entrata e l' uscita dell' alimentazione a 12V.
La prima cosa da controllare sono le frizioni in A.R. e Dec. Più di una volta le abbiamo trovate montate non correttamente. L' ordine esatto con cui le varie parti vanno infilate sugli assi di A.R. o Dec. lo trovate sotto "Cerchi digitali Celestron".
La montatura mi è sembrata ben realizzata e solida. Come qualcuno avrà letto su uno dei primi numeri di Coelum o navigando in rete, ci sono sicuramente delle migliorie da fare ma solo per un uso astrofotografico. Per il visuale la si può usare così. Il cannocchiale polare dondola inevitabilmente nella sua sede, ma operando sul cerchietto metallico che fa da molla lo si mette quasi a posto in dieci secondi.
Ho un nuovo cercatore polare, in sostituzione del precedente che aveva il vetrino rotto, ed è migliore dell' altro per alcuni motivi:
- è molto più fisso nella sua sede (e non ha più cerchietti metallici);
- sul vetrino sono state aggiunte le indicazione di dove mettere la polare e la seconda stella di riferimento.
- infine il foro filettato dove si avvita il led per illuminare il vetrino è adesso chiuso da una vite in plastica.
Con questo tipo di cercatore polare è molto veloce lo stazionamento al polo, anche perchè non ci sono ne date, ne ore da impostare:
per prima cosa si ruota il cercatore facendo coincidere all' incirca l' orientamento dei disegni dell' Orsa Maggiore e di Cassiopea (Croce del sud e Achernar, l' alfa di Eridano, per il Polo Sud), presenti sul vetrino, con la posizione reale delle costellazioni in cielo in quel momento. Agendo poi sulla manopola di regolazione micrometrica della latitudine (A) e sbloccando il movimento di azimut (B) e regolando questo movimento con le manopole (C) micrometriche, si porta la Polare e la seconda stella di riferimento negli appositi spazi ruotando di poco, se necessario, il cercatore. Bloccato il movimento di azimut la montatura è perfettamente stazionata. Due però i nei del cercatore:
1) Poca la luminosità della seconda stella di riferimento, che con il led acceso non si riesce a volte a vedere. Basta comunque staccare il contatto del led per riuscire a scorgerla.
2) Per quanto si provi e si riprovi la seconda stella di riferimento non riesce ad andare al suo posto, ma rimane un po' più verso il centro, come se il disegno sul vetrino fosse stato fatto più grande di quello che si doveva o il cannocchiale avesse bisogno di qualche ingrandimento di più.
Ho notato sul catalogo Paim che anche i polari della Kenko hanno questo tipo di vetrino.
Anche la messa a fuoco del polare è ottima: il vetrino si mette a fuoco ruotando l' oculare "D", mentre per le stelle si sblocca la ghiera "B" e si avvita il corpo "A", rifissando la ghiera al termine dell' operazione. "C" è il tappo a vite che chiude il foro dove si avvita il led.
Per gli amanti dell' astrofotografia credo che l' azzeramento del Pec ogni volta che si toglie la corrente sia una limitazione che fa perdere non poco tempo. Nell' LX200 questo non succede.
La Losmandy ha sicuramente bisogno di una "insaponata" (sapone secco per bucato passato poi con una spugnetta umida) lungo il porta staffa per l' aggancio del telescopio e nell' incastro tra blocco montatura e mezza colonna. Fatto questo il telescopio si infila e si sfila con estrema facilità e la montatura stessa si smonta dalla mezza colonna senza attriti.
Le gambe sono un po' particolari essendo vuote all' interno. Su un terreno "molle" è necessario procurarsi tre tavole di legno per non sprofondare. Come per altri treppiedi la messa in bolla si raggiunge alzando o abbassando le gambe: ma non esiste proprio un modo più comodo? Adesso si, con i piedini che Fabio mi ha realizzato. Il moncone "B" si infila dentro la gamba della Losmandy, poi girando la manopola "A", solidale con la barra filettata, si mette in bolla la montatura. Come si vede il piedino "D" è oscillante per adattarsi alle eventuali pendenze del terreno ed inoltre girando la manopola la barra gira a vuoto nel piedino che così non ruota a sua volta (guai se succedesse!). Messo in bolla il telescopio si avvita la manopola "C" che blocca la barra filettata. Una gran comodità!
La Losmandy soffre un po' il bilanciamento ed ha bisogno di essere sempre ben bilanciata. In astrofotografia questo problema è secondario dato che la si bilancia all' inzio della serata e poi si è a posto per gran parte della nottata, ma nell' uso visuale a volte possono esserci dei problemi. In A.R. il bilanciamento è veloce grazie ai contrappesi scorrevoli sull' asta, ma in declinazione è molto scomodo dover ogni volta svitare il blocco della staffa e spingere avanti o indietro tutto il tubo ottico alla ricerca del baricentro. Il problema l' ho risolto applicando una barra (A) sul fianco del Celestron con un peso scorrevole (B). Per montare la barra si è dovuto smontare la lastra, perchè andavano rifilettati i due fori con una misura più grande; ne abbiamo approfittato per filettarli con passo "europeo" anziché in pollici (benedetti americani...).
Un cosa che può capitare muovendo il telescopio con i moti veloci è che non riesca a proseguire il movimento in quella direzione. La causa è l' eccentricità della ruota dentata che si trova a premere troppo contro la vite senza fine. Qui il problema si risolve allentando una qualsiasi delle due viti che fissano la vite senza fine, in maniera tale che la vite stessa si distanzi un poco da sola dalla ruota dentata, rifissando poi la vite.
Infine una curiosità: ad un mio amico la Losmandy è arrivata con il cerchio di A.R. con la divisione in gradi anzichè ore e primi. In pratica è uguale a quello di Dec, anzi è IDENTICO. Così, ovviamente, è inutilizzabile, ma per fortuna è una Losmandy con sistema di puntamento attivo e perciò il problema è superato, però un difetto del genere è grave per una montatura come questa.
Altre foto della Losmandy sono nella sezione "Skysensor montaggio motori".