CELESTRON SKYSCOUT
(pagina realizzata in settembre 2008)
 
 
Eccolo qui questo tecnologico giocattolino.
Lo SkyScout si presenta bene, come avete visto nella foto, con una borsa imbottita a due scomparti chiusi con cerniere: in quello anteriore, più piccolo, ci stanno comodamente il cavo USB e le cuffie, nonche un grappolo di batterie di ricambio. Nello scomparto più grande posteriore troviamo invece lo SkyScout che, a dire il vero, ci sta proprio a filo. Magari qualche cm in più per parte non avrebbe fatto male.
Lo SkyScout si tiene con la destra, l' impugnatura è comoda ed il fatto che sia in pratica tutto di gomma, non dà assolutamente l' idea che debba sgusciare di mano. C' è da montare un apposito cinturino, che è meglio utilizzare (sapete com' è..., non si sa mai). Il peso è più che buono (soprattutto considerando quello che fa!) e non stanca il braccio.
Per accenderlo si tiene premuto il pulsante di accensione qualche secondo e dopo che è apparso il logo inizia automaticamente la ricerca dei satelliti. Il fatto di dover tener premuto il pulsante per qualche attimo è una buona cosa: impedisce quando è riposto che si accenda inavvertitamente da solo. La ricerca dei satelliti impiega circa un minuto, ma è possibile inserire i valori delle coordinate del posto e dell' ora manualmente.
Principalmente i modi d' uso sono due: "dimmi che oggetto è" (Identify) e "guidami all' oggetto scelto" (Locate).
 
 
IDENTIFY  
Per il primo metodo si preme il pulsante IDENTIFY. Il display vi invita a puntare l' oggetto traguardando ed a premere il pulsante TARGET una volta centrato il bersaglio nei due cerchi concentrici che ci sono all' interno del mirino ottico. I due cerchi sono illuminati e la regolazione dell' intesità è fatta con l' apposito pulsante che regola contemporaneamente anche la luminosità del display. Il movimento che si fa con il braccio non deve essere troppo veloce ed una volta centrato l' oggetto si preme, come dicevo, il pulsante TARGET. Immediatamente sul display appariranno i nomi degli oggetti contenuti nel campo di vista; non avendo il mirino un ingrandimento, chiaramente si centrano più oggetti oltre a quello voluto. L' ordine che compare sul display è per luminosità. Si scorre l' elenco con le frecce del pulsante di selezione e, selezionando l' oggetto desiderato, si entra in un sotto menu dove si può leggere un testo o ascoltarne la descrizione audio (quest' ultima non per tutti gli oggetti).
V' è da dire qua, che ho trovato scomodo la regolazione unica dell' intesità luminosa. Quando è notte è bene tenere al minimo la luminosità del mirino per meglio vedere l' oggetto che interessa, ma poi bisogna aumentarla ogni volta per leggere il display. Una regolazione indipendente sarebbe stata una buona cosa.
 
 
LOCATE  
Il secondo modo d' uso è sicuramente il più spettacolare: si preme il pulsante
LOCATE, si seleziona il tipo di oggetto di cui si vuol conoscere la posizione (6000 dovrebbero essere, ma di questo ne parlerò tra un attimo) e poi, sempre con "armoniosità" di movimento ci si fa guidare dalle otto freccette luminose poste dietro la cornice del vetro frontale fino a quando l' accendersi di tutte e otto segnala il centraggio dell' oggetto. E per meglio guidare la ricerca, le frecce direzionali iniziano a lampeggiare quando si è molto vicini all' oggetto in maniera tale da segnalarvi di compiere dei movimenti ancora più lenti perchè si è prossimi al bersaglio.
Bisogna trovare la distanza giusta tra l' occhio ed il mirino: non deve essere troppo distante altrimenti non si vedono più le frecce, nè troppo vicino, altrimenti non si apprezza l' allineamento dei due cerchi concentrici.
 
 
IL DATABASE  
Pianeti, stelle, asterismi, costellazioni (divise secondo me intelligentemente tra zodiacali e non), comete e varie cose del profondo cielo fanno parte del detabase. Considerando che ben pochi di tutti questi oggetti sono visibili ad occhio nudo a cosa serve un detabase così ampio, visto anche che il mirino non ha ingrandimento?
Secondo me il suo motivo ce l' ha. Innanzitutto ci fa imparare dov' è la zona in cui si trova un oggetto non visibile ad occhio nudo. Non lo possiamo vedere, ma perlomeno possiamo sapere dove è. Poi non dobbiamo dimenticarci che, con l' apposita interfaccia NON IN DOTAZIONE (e dal maiuscolo capirete cosa penso di ciò...), lo si può collegare al telescopio e fargli puntare l' oggetto automaticamente. Da un punto di vista divulgativo apre una strada tutta da esplorare. Perciò a mio modo di vedere mi sta bene una scelta così ampia di oggetti.
Sulle costellazioni zodiacali sono un po' perplesso sulla scelta dell' ordine con cui sono elencate che è alfabetico anzichè per disposizione celeste, che a mio avviso sarebbe stato più comodo.
E' strano e particolare, infine, il fatto che tra i pianeti selezionabili ci sia la Terra. Già, proprio così. Magari qualcuno non sa dove è e lo SkyScout, diligentemente, vi fa puntare... per terra. Bah...
 
 
IL MIRINO  
Il mirino è sicuramente trattato antiriflesso perchè la trasmissione luminosa è notevole. Lo potete verificare qui: osservate come il ricamo sugli asciugamani di sfondo rimanga pressochè identico anche se visto attraverso il mirino (la sfocatura circolare è dovuta agli anelli di traguardo che chiaramente in foto non sono a fuoco).
Proprio però sul mirino c' è uno scivolone della Celestron secondo me non da poco. Mancano i tappi per poteggere i vetri, ma sopratutto quello anteriore diventa indispensabile per il puntamento diurno degli oggetti (previsto dalle istruzioni). Lo SkyScout, chiaramente, non funziona solo di notte, ma anche di giorno (e per fortuna anche quando è nuvolo), ma proprio di giorno con il cielo illuminato le freccette diventano invisibili anche al massimo della luminosità. Serve perciò un tappo anteriore per rendere scuro l' interno del mirino e riconoscere così le frecce. Ma la Celestron ha progettato lo SkyScout in maniera tale che applicare un tappo anche autocostruito, diventa difficile per via della poca sporgenza dell' obbiettivo. Ecco qui quanto sporge (qualche millimetro). E non parliamo di un eventuale tappo posteriore, ancora più difficile da montare. Sto facedo costruire il tappo (in plastica) sperando che poi stia su, ma ritengo questa cosa un grave errore di progetto. Da qui si vede che i progettisti non sono degli astrofili (checchè poi ne dica la pubblicità di qualsiasi marca di telescopi).
 
 
IL PREZZO  
Faccio un bel respiro e cerco di star calmo. Come cavolo è possibile che negli Stati Uniti (dove è stato regolarmente acquistato questo strumento) costi ad oggi (settembre 2008) 155 Euro, in Germania attorno ai 270 e in Italia 450???? Cosa giustifica una triplicazione del prezzo qui da noi? Non certo la traduzione, arrivano già tradotti (ma se anche fosse sarebbe sempre un aumento ingiustificabile). Sicuramente i commercianti lo sanno giustificare, a piangere sono bravissimi (lavoro nel commercio perciò lo so)... Morale: se solo masticate un pochettino di inglese trovate un amico che faccia un viaggio negli States e fatevelo comprare là, perchè il prezzo che ha qui è una VERGONA (e lo scrivo anche maiuscolo).
 
 
COSA MANCA, SCELTE STRANE E MIGLIORIE  
A parte i tappi e il cavo d' interfacciamento con il telescopio, che per quel che costa avrebbe reso più completo questo straordinario oggetto, la mancanza maggiore è l' assenza di un laser verde incorporato o un foro nello chassy dove inserire la propria penna-laser. Se lo si usa in pubblico non ci sarebbe stato niente di più interessante che premere un tasto e far partire il raggio verde per indicare ai presenti dov' è l' oggetto di cui si sta parlando o di cui si sta sentendo la descrizione audio (se collegate l' uscita a delle casse anzichè alle cuffie).

Ho sentito la mancanza di un tasto NEXT, cioè di un tasto che mi faccia andare all' oggetto successivo senza dover ogni volta girare l' apparecchio e selzionarlo dal dispaly. Ad esempio, nelle costellazioni è possibile centrare le stelle che formano il disegno delle costellazioni stesse ma, dopo aver centrato la prima, bisogna premere il tasto BACK, selezionare con le frecce la seconda, premere SELECT e poi finalmente centrarla con lo SkyScout. Molto laborioso, quando un semplice tasto NEXT avrebbe permesso di tenere l' occhio al mirino ed avanzare di stella in stella.

Ho sentito anche la mancanza, a parer mio, di un attacco per la corrente di rete. Durante gli aggiornamenti software o l' ascolto delle lezioni in casa, mi sembra un peccato consumare le batterie.

Le 20 stelle più luminose sono riportate per nome e tutto sommato va bene, perchè sono nomi conosciuti, ma anche tutte le altre stelle sono riportate per nome. Se volete sapere dove è la Beta Ophiuchi, dovete per forza sapere che si chiama CEBALRAI (quanti di voi lo sapevano?), poi dentro nelle note troverete che è la Beta, ma non potete saperlo a priori. Cosicchè vi tocca star lì con un atlante dei nomi delle stelle per poterle puntare, perchè penso che ben pochi sappiano a memoria tutti i nomi delle stelle. Ma lo SkyScout non è fatto per imparare a conoscere il cielo? In questo caso bisogna già conoscerlo...

Si possono puntare anche delle stelle variabili, ne sono elencate dodici, ma non ho trovato MIRA che, a mio parere, anche se non luminosissima è sicuramente più importante di altre contenute in questo breve elenco, come ad esempio HIND'S CRIMSON STAR.

I menu non sono a loop. Per raggiungere le ultime scelte inserite in un qualsiasi menu, bisogna sempre scorrerlo tutto, non è possibile passare dalla prima posizione all' ultima risalendo l' elenco, come ad esempio si fa nei menu dell' LX200.

La sezione Deep Sky è un po' particolare:
come prima scelta ci sono gli oggetti ordinati per nome comune (Galassia di Andromeda, Grande nube di Magellano etc. etc.), ma si sono infilati dentro anche alcuni anonimi (nel senso che non hanno un nome proprio e nemmeno una gran popolarità) NGC, come ad esempio NGC 2017.
come seconda scelta c' è il catalogo Messier e poi come terza scelta il poco conosciuto (o per niente conosciuto) catalogo Caldwell al cui interno l' ordine è ovviamente quello del catalogo, ma il nome riportato è l' NGC o il nome comune: per dirla chiaramente, un catalogo del tutto inutile.
Come inutile è la quarta scelta, il catalogo Herschel 400. Con la quinta scelta si cambia: invece di un catalogo si trova il tipo di oggetto partendo dalle galassie, continuando poi con gli ammassi globulari, le nebulose, gli ammassi aperti e le planetarie. Infine, finalmente, in decima posizione l' NGC. Che razza di ordine strampalato è? E' vero che sarà difficile che si vada a selezionare un oggetto NGC, ma è probabile che lo si usi se lo SkyScout è collegato al telescopio. Ecco un ordine più sensato: Messier, NGC, nomi comuni, tipi di oggetti, via i cataloghi Caldwell e Herschel: non è più semplice?

Non ho trovato un tasto (gli ho premuti tutti...) che bypassi la procedura iniziale di acquisizione dei satelliti o di inserimento manuale di ora e coordinate, una volta acceso lo SkyScout. Sarebbe stato comodo per poter accedere direttamente alle informazioni sugli oggetti, o sulle lezioni di astronomia od anche sulle biografie di famosi astronomi mentre lo si usa nel salotto di casa.

Lo sportello del vano batterie si apre con difficoltà e tirando l' apposita linguetta ho avuto l' impressione di strapparla.

Ho la sensazione che il discorso di cui sopra valga sempre di più: chi progetta queste cose NON guarda spesso in cielo.
 
 
PRECISIONE DI PUNTAMENTO  
Dopo svariate provo posso concludere che il puntamento è molto preciso (ovviamente rapportato al grande campo che ha la finestra ottica in cui si mira). Bisogna solo avere l' avvertenza di non stare vicino a masse metalliche che, mi sembra, riducano la precisione influenzando in qualche maniera lo strumento. Di solito una eventuale interferenza magnetica è segnalata da un apposito simbolo sul display, ma magari semplicemente muovendo lo strumento per girarlo e leggere il display potrebbe diminuire l' interferenza e cancellare l' avviso. Comunque nel momento in cui l' ho potuto provare in montagna lontano da tutto, il puntamento è stato buonissimo, ma anche sorprendente: sembra impossibile quello che fa...
 
 
CONCLUSIONI  
Devo dire che è un giocattolino straordinario, impensabile fino ad una decina di anni fa. Ci sono delle stranezze e delle scelte non condivisibili, ma i pregi sono notevoli. Dell' acquisto sono contento (soprattutto del prezzo!) e poi spero sempre che gli aggiornamenti firmware possano in parte risolvere certe cosette.
Anche la Meade ha costruito un qualche cosa di simile; non so come vada, ma è preoccupante la forma a pistola che gli ha dato: tirarlo fuori in piena notte potrebbe essere un po' rischioso :-)))
 
 
CONSIDERAZIONI DOPO UN MESE DI USO  
Principalmente il difetto riscontrato l' ho già segnalato sopra: la luminosità unica del display e delle frecce di guida è scomodissima. Inconcepibile che non se ne siano accorti.
Devo aggiungere però che secondo me la finestra di traguardo anteriore è troppo piccola, nel senso che la parte esterna ai due cerchi concentrici avrebbe dovuto essere più ampia. Tenendolo, perlomeno come faccio io, abbastanza vicino all' occhio, uno dei due cerchi va a finire (sfocato) poprio in questa zona offuscando un po' le stelle e perciò restringendo il campo di vista. Se la zona è ricca di stelle, mi è capitato di non sapere esattamente se stavo mirando all' oggetto giusto o quale era l' oggetto sul quale ero stato guidato: un semplice campo di vista più ampio della finestra anteriore avrebbe risolto la cosa.
In realtà poi si sarebbe potuto risolvere la cosa anche in un altro modo. Di solito con i cercatori dei telescopi si usano tutti e due gli occhi: uno guarda attraverso il mirino, mentre l' altro guarda direttamente la volta celeste. E' un attimo, in questa maniera, centrare una stella. Con lo SkyScout questo non è possibile (checchè ne dica il manuale di istruzioni che invece afferma esattamente il contrario), perchè il corpo dell' apparecchio disturba la visuale dell' occhio libero. Avrebbero dovuto mettere la finestra di mira spostata completamente sul lato anzichè al centro, ma poi non ci sarebbe stato più spazio per il display che si sarebbe dovuto spostare sul lato superiore o inferiore... bè insomma la cosa si complicava un po' e tutto sommato una finestra più ampia rimarrebbe la soluzione più semplice;
Qui potete leggere una perla di saggezza trovata sul manuale...